IL BLOG DEI NOSTRI VIAGGI...E  NON SOLO

CAMPER-TRIPS

IL BLOG DEI NOSTRI VIAGGI...E  NON SOLO


LA MASSA A PIENO CARICO E LE ATTENZIONE DA FARE

Abbiamo mai pensato a quanto peso ci portiamo dietro quando ci muoviamo con i nostri camper?
Beh il dubbio lo risolve l’Automobile Club Tedesco... chi se non i precisi come loro🤣🤣! Ecco la lista:

– Scooter: ca. 120 kg;

– Due bici elettriche pedelec con supporto: ca. 80 kg;

– Gancio di traino: ca. 50 kg;

– Due bombole di gas liquido: ca. 46 kg;

– Tendalino: ca. 50 kg;

– Gommone con quattro pagaie: ca. 30 kg;

– Ruota di scorta: ca. 25 kg;

– Sistema solare: ca. 25 kg;

– TV con staffa e antenna: ca. 25 kg;

– Biciclette per bambini: ca. 24 kg;

– Tavolo con sedie da campeggio: ca. 23 kg;

– Corda di traino: ca. 18 kg;

– Asciugamani: ca. 10 kg;

– Barbecue: ca. 10 kg;

– Pentole: ca. 9 kg;

– Piatti: ca. 8 kg;

– Macchina per il formaggio: ca. 4 kg. ( chi non ha con se una macchina per il formaggio... se nn la hai che Camperista sei).

Comunque scherzi a parte dobbiamo ricordarci che superare la massa a pieno carico di un camper (autocaravan) da 3,5 t è rischioso: ecco come calcolarla e i consigli per evitare il sovraccarico. Questo è uno degli argomenti più importanti, discussi e molto spesso sottovalutato: Il peso e la tolleranza dei camper da 35 quintali , ossia quello che si possono guidare con la Patente B.

Il Codice della Strada è molto chiaro riguardo alla tolleranza camper da 35 q e la Massa a Pieno Carico trasportabile. L’167 CdS infatti dispone che: “I veicoli a motore ed i rimorchi non possono superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione”. Ma dove troviamo la massa a pieno carico? È il valore espresso in kg al punto F2 del secondo riquadro. La tolleranza del peso camper da 3,5 t in Italia è del 5% con arrotondamento ai 100 kg superiori. Quindi con carta e penna avremo un peso massimo di 3675 kg che diventano 3700 kg con l’arrotondamento. Attenzione che ogni paese UE ha le sue regole e le sue sanzioni( in Italia va da 42 a 1734 euro in base all’eccedenza di peso misurata a una pesa pubblica)!

Ma possiamo ottimizzare il nostro peso? Anche a questo quesito torna a risponde l’Automobile Club Tedesco che da i suoi consigli:

– Quando si acquista un camper usato o in pronta consegna, richiedere un verbale di pesatura aggiornato al concessionario;

– Prima di partire è fondamentale pesare il campe presso una pesa pubblica, includendo i passeggeri. Se si supera la tolleranza di carico del camper bisogna rinunciare a qualcosa ;

– Adatta il tuo stile di guida quando passi dall’auto all’autocaravan. Gli spazi di frenata sono notevolmente più lunghi e a pieno carico le reazioni di guida sono peggiori di un camper vuoto;

– Presta attenzione alla sicurezza del carico: cose pesanti in basso, quelle leggere in alto o negli armadietti.

Ma ci sono anche oggetti da evitare di trasportare per non esagerare:

– Caricare solo le cose che si utilizzeranno in viaggio, il resto si può comprare o noleggiare sul posto (bici, barbecue, ecc.);

– La bombola di gas di piccole dimensioni è sufficiente per la cucina in estate, ma per risparmiare peso si può noleggiare sul posto; – Preferire mobili da campeggio di materiale leggero;

– Al posto del tendalino fisso, una tenda a vela è molto più leggera;

– Riempire il serbatoio d’acqua in modo oculato in base al viaggio (15 litri potrebbero essere sufficienti) e poi rifornirlo all’arrivo o durante le soste.

RICORDIAMOCI CHE guidare con la patente C un camper da 35 q sovraccarico è COMUNQUE vietato dalla legge.

Insieme ad ADAC concludo dicendo che prima di acquistare un camper è bene controllare attentamente il valore del carico trasportabile, oltre alla capienza dei gavoni. Per il resto BUON TRIP A TUTTI

FONTE:

www.adac.de;

Www.sicurato.it

 

Andrea 10/02/2021


AMAZON FIRE STICK TV

Dalla pagina home.

Tv croce e delizia del Camperista.

C’è chi nn può farne a meno e chi invece non ne vuole sapere di averla a bordo. E poi antenna nautica, non nautica o col gommone, parabola manuale, automatica, sensoriale, settoriale, della NASA...oppure FIRE STICK TV di Amazon.

È già già la tecnologia può venirci in soccorso, visto anche che dovremmo aggiornare i nostri televisori che significa acquisto di uno nuovo.

Ma cosa è la FIRE STICK?

È un dongle HDMI(cioè una sorta di chiavetta che si collega alla porta HDMI del televisore oltre che alla presa della corrente) e permette di accedere a una vasta gamma di contenuti online: dai video di Amazon Prime Video e Netflix alla musica di Amazon Music Unlimited, passando per le tantissime app per Android disponibili nello store di Amazon, quindi VLC, Plex e chi più ne ha più ne metta.

Puoi anche giocarci e di proiettare sul televisore i contenuti provenienti da smartphone e tablet. Amazon Fire TV Stick trasforma la tua TV “normale” in Smart TV con una manciata di Euro.

Bisogna solo scaricare le app giuste, individuare i contenuti di propri interesse e goderseli grazie a una qualsiasi connessione Wi-Fi e al telecomando fornito “di serie” con la chiavetta.

 

Per installare il dispositivo e cominciare a usarlo, non devi far altro che prendere il cavo di ricarica e collegarlo da un lato alla porta Power di Amazon Fire TV Stick (sulla parte laterale della chiavetta) e dall’altro alla porta USB dell’alimentatore. Dopodiché devi collegare l’alimentatore alla presa della corrente o all’usb della televisione, il Fire TV Stick alla porta HDMI del televisore e inserire le batterie AAA nel telecomando. Ecco Ora sei pronto.

Configurare la Amazon Fire TV Stick

Sintonizza il televisore sul “canale” relativo alla porta HDMI alla quale hai collegato Amazon Fire TV Stick e avviare la procedura di configurazione iniziale del dispositivo. Premi quindi il tasto ▶️⏸ ( play-pausa) sul telecomando di Fire TV Stick, seleziona la lingua in cui vuoi usare il dispositivo (es. Italiano) dalla schermata che si apre e scegli la rete Wi-Fi alla quale vuoi collegarti, inserendo poi la relativa chiave d’accesso. A connessione avvenuta, attendi qualche secondo affinché Fire TV Stick cerchi eventuali aggiornamenti software disponibili e configura il tuo account Amazon: se hai acquistato il dispositivo usando il tuo account Amazon, dovresti essere “riconosciuto” e quindi dovresti poter andare avanti semplicemente premendo sul pulsante Sì, continua come [tuo nome]. Altrimenti scegli l’opzione Modifica il mio account ed effettua l’accesso con il tuo account Amazon. Questo Dongle funziona anche utilizzando il cellulare come hotspot. Per fare questo dovrai scaricare l’app FIRE STICK dal tuo store(GooglePlay per android

AppStore per IOS) e seguire le istruzioni. Ora che hai istallato troverai già alcune app preinstallate.c oppure potrei installarle te dal menu app presente!

Se poi sei smanettone potrai installare anche contenuti che non sono nell’AmazonPalyStore ma questo adesso non ci interessa.

Le app che segnaliamo sono:

Amazon Prime

Amazon Music

Netflix

Disney Plus

Dazn

YouTube

E poi cerca perché c’è ne sono tante e ti crei il Tuo palinsesto personale.

Tutte queste sopra sono a pagamento, nel senso che occorre avere un’abbonamento Mensile... diciamo che già con 8€/mese di Netflix si ha un bel palinsesto. Inoltre ti consiglio di creare un’account Amazon premi un così da sfruttare le funzionalità di Amazon Prime e Music.

Per vedere la Tv classica dovrai scaricare: Hope

TV italiane

Raiplay

Mediaset Play

Discovery+

O comunque puoi usare l’app per navigare internet e vedere tutte le trasmissioni in streaming( la sette, cielo, Dmax...)!

 

Beh che dire buon divertimento... per noi il Voto è 10/10...

 

Andrea per CamperTrips


ACQUISTARE LA BATTERIA PER IL NOSTRO AMICO DASCA

Ciao a tutti… è già abbiamo bisogno di acquistare una batteria per DASCA altrimenti ha detto che ci farà morire dal freddo, niente Truma Combi.
Ho notato che in condizioni normali, quando uso le luci interne e funziona la pompa dell’acqua, nessun problema ma quando devo accendere il riscaldamento… beh lo stesso pannellino della Truma mi ricorda, con indicatore rosso lampeggiante, che la tensione della batteria è troppo bassa.

E cosi decido di fare una prova con il tester prima di accendere la stufa, batteria a 12,7, appena parte la tensione cala vertiginosamente a 11,5-11,3 con il conseguente blocco della stufa. Dopo aver letto e chiesto tra siti e forum, ho compreso che la batteria è andata( ma siccome ha ancora un anno di garanzia chiederò al rivenditore che venga controllata ed eventualmente sostituita… ma questa altra storia).

Questa situazione mi ha portato a domandarmi che tipo di accumulatore dovrei acquistare per sopperire al problema, al momento che scrivo ciò monto, come batteria incriminata, una AGM. Ed ecco qua che mi sono imbattuto in un mondo, di cui ne ho solo sentito parlare e di cui non ero molto a conoscenza anche al momento dell’acquisto dell’accumulatore che monto al momento. Sono sincero mi sono fatto guidare un po' dalle voci di amici e conoscenti, dove però ognuno aveva la sua visione passando dal “ ma che ti importa butta sotto una batteria della macchina da 100A e stai alla grande”, oppure “ ma scherzi vero? Serve un AGM” e di rispsta “ ma quale AGM al GEL devi prendere”… fino ad arrivare “ fai un buon investimento, compri le LITIO e non ci pensi più”!

Perfetto avevo un dubbio ed ora ne ho 10...niente male. Questa volta decido che voglio fare di testa mia, o meglio cercare di capire perché anche questo è il bello di avere un veicolo ricreazionale… logicamente starò lontano, per ora, ad eventuali ponti/connessioni/MMPT/PPT od altro. Tornando alla ricerca ho alla fine capito la differenza, che poi tanta differenza di partenza non c’è ossia che quelle comuni da avviamento, le AGM e le GEL sono tutte facenti parte della stessa famiglia ossia Piombo-Acido. E quale è la differenza? Da quanto capito intanto sta nell'utilizzo  che se ne fa ma che non è per forza di cose obbligato, nel senso posso fare come credo a patto che ne sia consapevole, che sappia l’uso che faccio e di ciò che IO abbisogno. Tralascio le LITIO per via del prezzo di acquisto che al fatto che dovrei sostituire il carica batterie del mio mezzo e dotarmi di ulteriori accessori.
Quindi mi sono scritto su un foglio che: Le batterie Piombo-Acido classiche sono principalmente state concepite per consentire l'avviamento del motore termico ed alimentare tutte le utenze elettriche di bordo.

Le AGM ho scoperto che ne esistono di 2 tipi: -AGM (Absorbent Glass Matt) hanno all’interno una microfibra di vetro che trattiene completamente l’acido, consentendo di ridurre la distanza tra le piastre e di impiegare una minore quantità di acido.

-AGM VRLA (Valve Regulated Lead-Acid) sono batterie al piombo a ricombinazione, anche se vengono chiamate ermetiche.

Entrambe le tecnologie vengono assemblate sotto pressione e restano sotto pressione anche durante il funzionamento. In questo modo si evita la dispersione dell’acido e la conservabilità della batteria aumenta. È assolutamente a prova di fuoriuscite (anche qualora il monoblocco venisse danneggiato) e si potrebbe perfino montare capovolta. Sono senza manutenzione e in condizioni normali, non emettono gas durante la carica.

-Le GEL hanno la stessa struttura di una batteria convenzionale con elettrolita liquido – elettrodo positivo e negativo sono circondati da un elettrolita. L’elettrolita non è però sotto forma di liquido, ma è trasformato in uno stato gelatinoso dall’aggiunta di acido silicico. Da ciò deriva una maggiore insensibilità rispetto a vibrazioni e posizione del veicolo. La forma costruttiva incapsulata facilita l’uso e migliora la sicurezza – se la batteria è intatta l’utilizzatore non deve temere la fuoriuscita di liquido. Una batteria al gel viene perciò spesso denominata anche batteria esente da manutenzione.

E qui quasi chiaro. Ora ho quasi compreso il funzionamento ma leggendo ho trovato sempre che la durata dell’accumulatore è dato dal suo Ciclo di Carica/Scarica, ossia ogni qual volta la batteria può essere ricaricata. Forse direte: è quindi dove sta il problema? Per me il problema sussiste perché cosa si intende con “CICLO DI RICARICA”. Nel senso ogni volta che la batteria subisce una ricarica? E quindi in 24h quante cariche accadono in una batteria? Oppure è altro?

Il ciclo di vita della batteria è dato dalla percentuale di carica massima che può perdere e far reintegrare. Un ciclo di ricarica avviene quando usi l'alimentazione della batteria, ma ciò non corrisponde necessariamente a una singola carica. Se utilizzi il 30% della carica in un giorno, la ricarica farà un ciclo completo. Se invece si utilizza quella percentuale in 2 giorni sarà calcolato un solo ciclo di ricarica e non due. In questo modo, il completamente di un ciclo potrebbe richiedere diversi giorni. Questo perché i carica batterie, ormai intelligenti più di me, calcolano i cicli ed anche le batterie hanno una memoria che aiuta in tal senso l’accumulatore.

Dai dati che si leggono abbiamo:

*Batterie d’avviamento circa il 10-15%;
*AGM 30%;
*AGM- VLRA 30% fino all’80%;
*GEL DEEP CYCLE 30% fino all’80%.
E di conseguenza dalle indicazione dei maggior produttori i cicli delle batterie sono mediamente:

*Batterie d’avviamento circa il 10-15%;
*AGM fino a 400 cicli;
*AGM- VLRA 400 cicli se scaricata dell’80% , 750 cicli al 50%, 1200 cicli se si rimane intorno al 30%;
*GEL DEEP CYCLE 500 cicli se scaricata del’80%, 800 cicli al 50%, 1800 cicli al 30%.

Ho anche compreso che la carica deve essere fatta con caricabatteria a tensione costante seguendo tassativamente i dati riportati sulla batteria. Una tensione errata può portare all'immediato deterioramento della batteria stessa. L’utilizzo di un alimentatore non è ammessa in quanto non idonea e pericolosa alla ricarica delle batterie (non ha il controllo di fine carica). Accertarsi di utilizzare un carica batterie con una corrente di carica idonea a caricare le batterie nel tempo disponibile per la carica (es. 8 ore) E' suggerito scegliere un carica batterie che abbia almeno il 10% della capacità (Ah.) della batteria con un massimo del 20-30% della capacità (Ah) a seconda del tipo di batteria utilizzata (acido libero, con manutenzione o ermetica senza manutenzione), mentre per il solo mantenimento è possibile utilizzare anche carica batterie elettronici con bassa corrente erogata. Mentre si carica la batteria non la si deve contemporaneamente scaricare, verificare sempre i dati tecnici indicati per la corrente di carica massima dal costruttore.

CONSIDERAZIONI FINALI

Letto e scrittomi ciò , realmente non ho un’idea ben precisa, non voglio quindi fornirla a chi mi legge, ma le mie considerazioni sono:

1) Una batteria “classica” da 100A costa circa 100E e se non ho grandi esigenze e faccio attenzione a non far scendere la sua capacità oltre il 10%, potrebbe bastarmi.

2) siccome non è il mio caso tale attenzione ed oltretutto ho l’ansia “da corrente” dovrò ricorrere all’acquisto di una AGM o di una GEL. Certo il prezzo può farmi pesare l’ago verso l’una o l’altra perché un’AGM DEEP CYCLE da 110Ah i prezzi medi sono di circa 230E mentre una GEL DEEP CYCLE circa 310E (iva esclusa entrambe). I prezzi sono quelli che ho trovato su internet cercando delle marche a me conosciute e risentite.
Quindi vista la capacita di vita, l’investimento minimo di partenza… opterò per una GEL DEEP CYCLE.

Speriamo bene. Ci vediamo al prossimo mio dubbio. Voglio ricordare che non sono ne un tecnico, ne un istallatore ne un venditore.

 

Questo che leggete è frutto di mie ricerche e di esperienza personale dal 2018. Nessuna intenzione di convincere nessuno né di imporre il mio pensiero ma solo puro scambio di ESPERIENZA PERSONALE. Mi scuso anche per eventuale terminologia terra terra ma cercavo di capirmi IO per primo.

1) La batteria può essere utilizzata anche dopo che ha raggiunto il suo numero massimo di cicli, ma ciò potrebbe comportare una riduzione della durata della batteria;

2) Non deve essere lasciata scarica dopo il suo utilizzo, ma deve essere ricaricata immediatamente.

 

Andrea per CAMPER TRIPS

Fonti della mia ricerca: STEPSOVER, Università di Padova, Università di Bologna, Victron Energy, eon-energia, FAAL Batterie, GSE-Fotovoltaico, SAFITALY, GREENPOWER,VanSwetFun...


LA PRESSIONE DEL PNEUMATICO

Qualche giorno fa l’amico ROBERTO ha alzato il dubbio sulla pressione dello pneumatico. Sinceramente è un’aspetto che potrebbe essere trascurato, spesso ci si rivolge al gommista di fiducia oppure si chiede sui vari gruppo quale sia la “pressione giusta”! Il problema è che anche 2 camper identico, potrebbero non dover adottare la stessa pressione allo pneumatico. Perché? Come ha fatto notare sempre ROBERTO, un’esperto nel settore, ogni gomma ha il suo PSI.

PSI:pound per square inch o più esattamente di pound-force per square inch.

Leggendo sul copertone il PSI sapremmo con certezza, grazie ad una tabella di conversione, quale è la giusta pressione in bar da applicare alle scarpe dei nostri mezzi. Questa informazione ed applicazione vale per il camper, per la macchina, la moto, la bicicletta... insomma tutto ciò che ha un copertone o una camera d’aria oppure che deve essere messo in pressione,come esempio anche il vaso di espansione della pompa dell’acqua che molti VR montano! Un po’ di informazione generale. C’è differenza tra pressione assoluta e professione atmosferica. La seconda è misurata sul livello del mare, altitudine ZERO, e la sua pressione è di 1,43 bar. La pressione assoluta è data dalla somma di quella atmosferica e quella descritta sulle tabelle delle aziende che producono gli pneumatici. Quando andremo a gonfiare con un manometro, a casa o nelle stazioni di servizio, basterà seguire l’indicazione riportata dal costruttore. Quindi la porteremo, tramite manometro, a 2,5 bar senza doverci preoccupare d’altro. Questo perché lo strumento preposto è tarato per darci una lettura intuitiva ma mantenendo comunque intatti i valori della fisica( il nostro pneumatico sarà realmente gonfiato a 3,93 bar (1,43+2,5)! Se ecco che entra in funzione il PSI che ci toglie ogni dubbio, un’esempio: Sul copertone,nel fianco, troveremo indicazione PSI 65 nella conversione otterremo 4,5 bar! Questo significa che il gonfiaggio Massimo sarà di 4,5bar( da leggere sul manometro)! Mi raccomando quindi di far attenzione a questo dato, che cambia da copertone a copertone, da costruttore a costruttore, da tipo di carcassa o di altre varianti tecniche! Gonfiare un pneumatico ad una pressione superiore, od inferiore, ci mette in una situazione di non sicurezza che va dalla frenata, alla risposta al peso dello pneumatico, la stabilità ed il consumo del battistrada, esplosione della gomma, acquaplaning, difficoltà nello gestire lo sterzo... ma anche al consumo di carburante, al comfort di guida ed al rischio di sollecitare in maniera errata ammortizzatori, soffietti, telaio.... fino ad i mobili e pareti dei nostri Veicoli Ricreazionali. Oltre al gonfiaggio con aria, avrete sentito anche della possibilità di utilizzare il gas... o meglio l’AZOTO. Tra i diversi modi per gonfiare gli pneumatici, c’è anche il gonfiaggio con azoto. Quali sono i vantaggi dell’azoto? L’azoto, essendo privo di umidità, evapora molto più lentamente della normale aria che viene utilizzata per gonfiare la gomma dell’auto, con queste conseguenze sul guidatore: * controllo meno frequente della pressione; * rischio ridotto di imprevisti su strada; * consumi ridotti; * maggior sicurezza su strada. Il gonfiaggio con azoto è quindi consigliato per aumentare il comfort di guida e diminuire le preoccupazioni su strada. Sicuramente, anche in caso di utilizzo dell’azoto per gonfiare le gomme dell’auto, è necessario verificare con una certa frequenza lo stato della gomma per tenere sempre sotto controllo la pressione degli pneumatici.

ACCORTEZZE

La pressione va misurata a gomma fredda, quindi se siete in viaggio è vi fermate, aspettate almeno un 10-15 minuti prima di procedere al controllo e ripristino eventuale! Quando si utilizza il manometro, può succedere di sentire un sibilo: è il segnale che il manometro non è stretto nella maniera corretta, quindi i dati che ne risulteranno saranno errati. Un’ultima cosa: con lo pneumatico invernale, sarebbe opportuno aumentare la pressione di 0,2 bar per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente. Un pneumatico con pressione errata aumenta del 20% la sua usura e del 6% il consumo di carburante.... mica cosetta da poco! Spero di essere riuscito a trasmettere l’importanza ed anche a rispondere a qualche domanda... così che potremmo fare in autonomia e rimanere in sicurezza!!!

Ad ogni dubbio, ricordatevi, parlate con un professionista così che potrà chiarirvi dubbi e dare le giuste informazioni! Sul drive troverete anche un bellissimo allegato, della CONTINENTALE TIRES, che riporta le pressioni di molte Marche di autoveicoli, oltre ad una tabella creata per una rapida ricerca della pressione massima da adottare.

BUON TRIP

Andy 29/08/2019

Oggi vi segnalo 2 applicazioni molto utili, specie per chi predilige la libera, da scaricare e tenere sul proprio smartphone.

 i rispettivi link:

Fontanelle D’Italia: per non rimanere a “bocca asciutta”

IOS

https://apps.apple.com/it/app/fontanelle/id1146278776

ANDROID

https://play.google.com/store/apps/details?id=com.mdc.nasoni&hl=it

park4night: dormire in libera

IOS

https://apps.apple.com/it/app/park4night-com/id430946556

ANDROID

https://play.google.com/store/apps/details?id=fr.tramb.park4night&hl=it


UN PÒ DI STORIA

Vi siete mai chiesti come sia nata l’idea del turismo itinerante su ruota?

Ripercorriamo insieme un po’ di storia riguardante i veicoli ricreazionali… Il camper è l’icona delle vacanze in libertà. Ci si trova immersi nella natura senza dover dipendere da nessun altro se non da sé stessi, in completa autonomia grazie alla presenza della cucina, del bagno, del riscaldamento, dei letti, dei divani e di tutte le altre comodità che si possono avere in una normale casa fatta di cemento armato e legno. Svegliarsi ogni giorno in un posto diverso dal precedente e conoscere gente e modi di vivere del tutto sconosciuti fino a quel momento, che sia un viaggio nella Foresta Nera o un giro ai mercatini di Natale a Merano, il camper è sinonimo di conoscenza, avventura e libertà. Ma sapete come è nata l’idea? Chi sono stati i precursori di questo genere di turismo? Credo sia doveroso per i camperisti e non, fare un salto nel passato per capire come è nata la loro casa su ruote, perché nei secoli scorsi.. il camper non si chiamava camper.. e non serviva per fare le vacanze 😉 In realtà il Camper non nasce come “mezzo ricreazionale”, ma piuttosto per esigenze pratiche di trasporto. Chi di voi non ha mai visto un vecchio film western dove si potevano vedere infinite carovane che trasportavano persone e merci con carri trainati da cavalli? Nel 1800 in Europa veniva usato un sistema analogo di trasporto merci con una sorta di “cellula abitativa” dove poter dormire la notte. Questi mezzi venivano utilizzati da mercanti e da artisti circensi che giravano il vecchio continente in cerca di una nuova casa o di fortuna. Ma come è nata l’idea del camper?

L’Invenzione di questo Mezzo Risale al 1885 in Inghilterra per Opera di Gordon Stables. Tramite un’Azienda Specializzata in Costruzioni Ferroviarie (Carrozze) il Sig. G. Stables si fece Costruire un Caravan da 6 Posti Trainato da Cavalli. All’Interno della Carrozza vi erano una Cucina, un Tavolo ed un Divano Letto.

Nel 1910 ,per l’esattezza, nasce il primo modello di camper grazie all’Aziendaquando Ford con il loro storico modello T, allestito dalla Ditta Americana Campingcar che realizzo quello che fu Considerato il Primo Esempio di Camper per Uso Turistico, dotato di 4 Posti Letto ed un Tavolo.

Dal 1920 iniziò una vera e propria realizzazione del camper, dove i Mezzi che erano fatti artigianalmente creati per clientela facoltosa. Negli Stati Uniti i Camper furono Impiegati per gli Usi più Disparati, dai Negozi Ambulanti ad Abitazioni e persino per una Chiesa “ Mobile ” con tanto di Piccolo Campanile! Dopo la Prima Guerra Mondiale si videro Circolare diverse Roulotte Trainate da Macchine, mentre il Camper era ancora un Veicolo per Pochi, direi una Rarità.

In Europa, precisamente in Francia, ad inizio anni degli ’50, la Notin (ancora oggi sul mercato) creò il loro primo camper su base Renault (Goelette Notin) già dotato di diversi optional per avere in uno spazio molto ridotto tutti i comfort di una normale abitazione. Un altro esempio conosciuto di Furgone adattato a Camper è il Bedford.

Ma il mezzo che ha lasciato il segno nella storia e nel mondo itinerante è il Westfalia, della Volkswagen, montato su un modello T1 che ha fatto la storia degli anni 60 e 70. Passato mezzo secolo ancora è ricercato centinaia di estimatori.

Nel 1961 Cominciarono ad Uscire dallo Stabilimento Tedesco i Primi Modelli Prodotti in Serie. In Italia anche la Fiat provò a realizzare Camper usando come Base i Suoi Furgoni come il 900 T Shango (era un Minifurgone), un Mezzo certamente superiore fu il 238 Andal, seguì il 242 Kavir, ma dopo 3 anni la Fiat abbandonò la Produzione di Camper. Atri Costruttori Italiani che Contribuirono alla Crescita dei Camper nel Nostro Paese furono l’Arca e Laika ...

Poco per volta furono apportate migliorie ai motori e ai telai per poter sopperire al problema del peso sia in sosta che in movimento. Vennero inventati nuovi sistemi per ammortizzare e furono creati pneumatici studiati apposta per caravan, oltre, ovviamente, alla progettazione dei servizi interni proporzionati ad un ambiente così ridotto come quello presente sui camper e sui caravan. Da lì in poi tutto il resto è storia; numerose furono le aziende che iniziarono a realizzare diverse tipologie di camper (mansardati, motorhome o puri) pensati e studiati per accontentare il pubblico che stava scoprendo un nuovo modo di viaggiare e di vivere il pleinair, dai camper più spartani fino ad arrivare a quelli extralusso in produzione nei giorni nostri. il camper prima di essere un mezzo per viaggiare sia prima di tutto una cultura e non per ultimo un modo di vivere.

Perché il camper è una cultura, un modo di essere e di vivere...non è solo un mezzo ma IL MEZZO DELLA STORIA PASSATA, ODIERNA E FUTURA!

Nozioni apprese da vari magazine di settore tra i quali: magazine.geniuscamping.com Camperonline.it

Andy

 

Il camper e la storia

Bombole al GPL, al BUTANO o al PROPANO?

Uno dei primi dubbi che mi sono posto, leggendo in giro ed ascoltando i racconti, è stato il tipo di gas che dovevo acquistare per non incorrere in problemi. Ho letto e sentito di congelamento, istruzioni per lo sporco, bombole che dopo la metà non funzionavano più per pressione interna o per miscela errata, danni al frigo ed al sistema stufa/boiler, posso affermare che il gas non gela, per lo meno non gela alle temperature, anche le più estreme, a cui possiamo imbatterci come comuni mortali, neanche se il nostro camper fosse montato su un razzo per arrivare alla MESOSFERA (85km di altezza)... poi basta perché la bombola e tutto il mezzo esploderebbe arrivando alla TERMOSFERA con temperature di 1000 gradi, ma questo è un’altro argomento 🥵🥵🥵😂😂😂. Tolto questo dubbio mi è però sorto un’altro, ossia perché in inverno c’è il rischio che il butano ci lascia al freddo, quando la temperatura esterna si avvicina a 0 °C, mentre il propano no? Scientificamente la risposta al quesito è per la differente temperatura di ebollizione dei due gas (temperatura al di sotto della quale il gas resta liquido e non può evaporare per trasformarsi e prendere fuoco). E la differenza non è poca: La temperatura di ebollizione per il butano -0.4 °C propano -43 °C. Quindi questo spiega perché se abbiamo una bombola di butano, l’inverno possiamo incorrere in problemi, perché il gas rimane liquido e non può incendiarsi. Vero che se in inverno non ci troviamo in zone con temperature sotto allo 0, non avremo problemi. Facciamo però attenzione che se dove intendiamo passare del tempo la temperatura esterna dovesse scendere a -40°C, anche il propano avrà difficoltà ad evaporare e quindi mettere in scena la combustione. Vecchie volpi camperisti raccontano, credo con cognizione di causa, che si può incorrere in una bombola con miscela tra Butano e Propano e questo comporta che sotto lo 0 consumeremo solo la parte di Propano, trovandoci inspiegabilmente a secco senza capire subito il perché. Da queste considerazioni ho deciso di chiedere sempre bombole di Propano, sperando che sia così 😂😂😂, almeno non incapperò in inconvenienti. Altra motivazione è che dove abito non riesco a trovare differenza di prezzo così nitida da acquistare bombole a Butano in estate e Propano in inverno e quindi scelta unica. Spero che possa essere di aiuto anche a voi, se cercate dettagli ancora più tecnici come la tensione di vapore (pressione in fase gassosa in equilibrio con la fase liquida) non posso aiutarvi. Buon proseguo e buon TRIP Andy 31/07/2019

IL TESTER... un’amico da conoscere e usare!

Un tester digitale sufficientemente preciso per uso hobbistico si può acquistare oramai con pochi spiccioli: considerata l'utilità dello strumento, è un vero peccato non procurarsene uno. Molti di voi hanno chiesto istruzioni su come si debba usare un tester; credo che suggerimenti importanti circa la misura di tensioni si possano già ricavare dalla pagina "resistenze e cadute di tensione", che consiglio senz'altro di rivedere; in questa sede aggiungerò alcuni consigli pratici su come debba essere utilizzato il tester nei vari tipi di misura. Le parti principali di un tester sono il display, dove appaiono i valori misurati, il selettore, di tipo rotante oppure a tastiera, che permette di scegliere la portata più adatta alla misura da effettuare, ed un paio di puntali, uno rosso (positivo) ed uno nero (negativo), che vanno inseriti nelle apposite boccole. Tutto ciò che viene descritto in queste pagine si riferisce al tester che appare nelle illustrazioni ma, a parte piccole differenze, i metodi restano validi anche per altri tipi di tester. Il display In genere il display è del tipo a cristalli liquidi; un display di 3 cifre e mezzo può essere considerato sufficientemente preciso per i nostri scopi. Occorre scegliere per ogni misura la giusta portata, come vedremo in seguito, allo scopo di sfruttare tutte le cifre disponibili per la lettura del valore misurato, il selettore della misura. La manopola che si trova al centro del tester (permette di scegliere, di volta in volta, sia il tipo di grandezza che si vuol misurare, sia la portata massima, ovvero il massimo valore misurabile. Come si vede, la rotazione è suddivisa in vari settori. Partendo più o meno dalla posizione che hanno le ore 10 sull'orologio, troviamo le misure di resistenza, indicate dal caratteristico simbolo "Ω"; in funzione della resistenza che pensiamo di misurare, sceglieremo una delle portate indicate: 200 (ohm), 2k (2 kohm), 200k (200 kohm), 2M (2 megaohm), 20M (20 megaohm). La scelta della giusta portata è importante per avere una misura precisa; supponiamo di voler misurare una resistenza di 250 ohm: se scegliamo come portata 2K, leggiamo sul display ".251" che significa 0,251 Kohm e, quindi, 251 ohm.

Proviamo a scegliere la portata 20k: otteniamo come lettura "0.25", il che significa che abbiamo già perso la precisione corrispondente all'ultima cifra. Impostando come portata 200k, otteniamo addirittura sul display il valore "00.2", che non ha quasi più significato! La prima posizione, contrassegnata dal simbolo della nota musicale, si usa per i controlli di continuità (per esempio per verificare se un cavo è interrotto): in caso di conduzione, il tester emette un segnale acustico. Saltando il breve settore verde (hFE), troviamo poi le misure di tensioni continue, con le portate 200m (200 millivolt), 20, 200 e 1000 V. Anche per queste misure vale il principio di scegliere sempre la portata più vicina, ovvero immediatamente superiore, al valore che si intende misurare. Successivamente, sempre continuando in senso orario, s'incontrano le misure di corrente alternata (settore rosso), indicate da "A~" e quindi le misure di corrente continua (settore verde), indicate da "A--". Per ogni misura, occorre quindi posizionare la manopola all'interno del settore corrispondente, scegliendo la portata più vicina, come visto in precedenza, collegamento dei puntali per le misure di tensione e resistenza Boccole per l'inserzione dei puntali Nella parte bassa del tester, si trovano quattro boccole rosse, dove occorre inserire gli spinotti dei puntali; mentre il puntale nero va inserito sempre nella boccola contrassegnata con "COM", che sta per "comune", la posizione del puntale rosso cambia in funzione del tipo di misura. Per le misure di tensione e di resistenza, il puntale rosso va inserito nella boccola contrassegnata "V/Ω". Per misure di corrente fino a 2 A, il puntale rosso va inserito nella boccola 2A. Notare che la manopola del selettore di misura deve trovarsi sul 2 del settore verde se si tratta di corrente continua, oppure sul 2 del settore rosso se si deve misurare corrente alternata Per misurare correnti fino a 10 A,  il puntale rosso va nella boccola "10A"; la manopola del selettore va posizionata sul 10 verde della corrente continua o sul 10 rosso della corrente alternata.

ISTRUZIONI PER L'EFFETTUAZIONE DELLE MISURE Misure di tensione Ci sono vari modi di misurare una tensione, soprattutto in considerazione del fatto che i valori di tensione non sono mai assoluti, ma hanno significato quando sono riferiti ad un certo potenziale. Il riferimento nelle nostre misure si ottiene portando in contatto il puntale nero (negativo) col punto del circuito rispetto al quale si vuole effettuare la misura. Volendo per esempio misurare la tensione rispetto a massa in vari punti di un circuito, occorre collegare il puntale nero al negativo dell'alimentazione del circuito, oppure alla carcassa metallica, se anche questa è a potenziale zero. Altre volte interessa misurare la tensione che risulta presente ai capi di un componente del circuito, per esempio di una resistenza; in questo caso i puntali del tester vanno collegati uno per lato sui terminali della resistenza: se appare un segno "-" davanti al valore indicato, vuol dire che abbiamo disposto i puntali al contrario, ovvero che la tensione è più alta dove noi abbiamo collegato il puntale nero; invertendo i puntali, il segno meno scomparirà e potremo conoscere l'esatto valore e segno della caduta di tensione sulla resistenza. Tenete presente che il terminale a potenziale più alto è sempre quello da cui la corrente entra! figura 5 - collegamento dei puntali per misure di corrente fino a 10 A Misure di corrente Per misurare una corrente occorre che questa passi attraverso il tester; nell'esempio delle figure 6 e 7, un alimentatore (A) sta caricando una batteria (B): quanta corrente passa dall'alimentatore alla batteria? Per saperlo occorre staccare uno dei cavi (per esempio il rosso) e ricreare il collegamento usando il tester per unire l'alimentatore alla batteria. E' importante in queste misure fare molta attenzione a selezionare correttamente la portata, e ad inserire i puntali nelle boccole corrette; in caso contrario si rischia di danneggiare lo strumento di misura. Anche effettuando misure di corrente, se il display indica un valore preceduto dal segno "-", vuol dire che la corrente sta entrando nel tester dal puntale nero, invece che dal puntale rosso,quanta corrente sta passando dall'alimentatore alla batteria? occorre interrompere il collegamento esistente e ripristinarlo facendo scorrere la corrente attraverso il tester. Misura di resistenze Quando si vuole misurare il valore di una resistenza, occorre che non ci siano altri componenti in parallelo alla resistenza stessa; se non se ne può essere sicuri, è necessario scollegare la resistenza almeno da una parte, altrimenti si rischia di misurare qualcosa che con la resistenza non ha niente a che fare. E' molto importante che il circuito non sia alimentato, e che i condensatori eventualmente presenti siano stati scaricati, cortocircuitandoli.

CURIAMO IL NOSTRO FRIGO-guida a cura di: http://www.camperistisiciliani.it/file_utili/GUIDA_PRATICA_TDC_Pulizia_Bruciatore.pdf

CURIAMO IL NOSTRO FRIGO

IL CAMPER D’EPOCA

le cose da sapere

CITROEN HY ANNO 1965

I camper come le autovetture, una volta diventati “d’epoca” sono soggetti a tutta una serie di regole e normative a cui è necessario attenersi scrupolosamente. Tutto ciò che viene definito “d’epoca” ha un grande fascino. Tanti i ricordi che legano la nostra vita a tutto ciò che ha fatto “la storia” e per ognuno di noi è importante mantenere i ricordi e se poi, a questi ricordi, si riesce anche a dare un valore economico, e a risparmiare un po’, manutenzione a parte, questo non guasta.

Camper d’epoca: dopo quanti anni?

Per esser considerato d’epoca, un camper, come un’autovettura, devono passare almeno 30 anni dall’anno di costruzione. Arrivati a questo traguardo il camper deve essere iscritto ad uno dei Registri preposti. Rientrano nella categoria dei veicoli d’epoca, anche tutti i camper, ovvero autoveicoli, cancellati dal P.R.A. , perché destinati alla loro conservazione originaria, ossia devono preservare le caratteristiche tecniche ed estetiche di fabbricazione, specifiche della casa costruttrice. Non deve essere stata apportata alcuna modifica atta ad alterarne le caratteristiche originali.

I veicoli d’epoca devono rispettare le seguenti regole:

- la loro circolazione può essere consentita soltanto in occasione di apposite manifestazioni o a causa di raduni autorizzati, limitatamente all’ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni;

-devono essere autorizzati a circolare dal competente dipartimento dove vengono stabiliti sia le zone di circolazione e i limiti di velocità da rispettare.

Quale è la Certificazione per il Camper d’epoca?

La certificazione di “veicolo d’epoca” deve essere riconosciuta da uno dei cinque enti riconosciuti in Italia (FMI; registri storici Alfa, Lancia, Fiat & ASI) oppure dalla FIFA e, purché superi le revisioni annuali, può continuare a circolare liberamente. In Italia i veicoli, e quindi anche i caravan, che abbiano superato i 30 anni di età, passano dalla “tassa di possesso” al “bollo forfettario”. I caravan che hanno raggiunto invece i 25 anni di età, possono essere certificati FIFA purché già certificati da uno degli enti elencati precedentemente ma non hanno accesso ad alcuna agevolazione fiscale. E’ comunque sempre essenziale l’iscrizione alla R.I.V.A.R.S. come camper storico. Il R.I.V.A.R.S. è affiliato alla Federazione Nazionale ACT Italia. Per tutte le informazioni inerenti questa associazione e ad essa correlate si può andare sul sito ufficiale. Dal 2009 esiste un protocollo di intesa tra la Federazione Nazionale A.C.T.ITALIA ed il R.I.V.A.R.S. – Registro Italiano Veicoli Abitativi Ricreazionali Storici – “per un comune impegno volto a conservare e valorizzare i veicoli che hanno fatto la storia dell’abitar viaggiando e concedere le maggiori facilitazioni alle Associazioni confederate, curando le relazioni con altri organismi per favorire la categoria dei campeggiatori turistici.”

Assicurazioni per camper storici

Le agenzie di assicurazione hanno cercato di differenziare le assicurazioni sui camper d’epoca creando dei contratti specifici. Bollo Camper d’epoca Fino al 31/12/2014 per i veicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico era prevista l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica purché in possesso dell’attestato di storicità rilasciato dall’ASI (Auto-Moto Club Storico Italiano). La Legge 23 dicembre 2014, n.190 (Legge di stabilità per il 2015) all’art. 1 comma 666 ha disposto modifiche dell’art. 63 della legge 342/2000. In seguito alle modifiche citate, a partire dal periodo d’imposta decorrente dal 1° Gennaio 2015, tutti i veicoli (autoveicoli e motoveicoli) che sono compresi tra i 20 e i 29 anni, sono assoggettati alla tassa automobilistica regionale di possesso normale. Con Legge Regionale n.11 del 29 luglio 2015 la Regione Lazio ha disposto che dal 1° gennaio 2016 gli autoveicoli e i motoveicoli, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, a decorrere dall’anno in cui hanno compiuto il ventesimo anno e fino al ventinovesimo dalla loro costruzione, sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica regionale nella misura ridotta del 10 per cento. Condizione per usufruire dell’agevolazione è il rilascio di specifica attestazione riferita ad ogni singolo veicolo da parte dell’ASI e, per i motoveicoli, anche dalla FMI. I veicoli storici ultratrentennali sono esenti dal pagamento della tassa automobilistica: l’esenzione è automatica e non occorre quindi presentare alcuna domanda (non è neppure necessario che siano iscritti in un registro storico). Se però un veicolo ultratrentennale è posto in circolazione su strade e aree pubbliche è dovuta una tassa di circolazione forfettaria di € 28,40 per gli autoveicoli La tassa forfettaria è dovuta per l’intera annualità e non è assoggettabile a sanzione in caso di ritardato pagamento.

Quando non va pagato?

Questa tassa di circolazione non va pagata se il veicolo rimane inutilizzato, senza mai circolare su aree pubbliche; se invece, circola, il conducente deve portare con sé la ricevuta di pagamento della tassa di circolazione perché è previsto il controllo su strada da parte degli organi di polizia.

Fonte:ESTRAPOLATO DA QN MOTORI

Andy